Una buona notizia nel panorama dell'editoria romana, settore che al
pari di tanti altri si dibatte tra difficoltà e problemi
notevoli. «Fermenti», casa editrice che dal 1971 è
attiva nella Capitale con un ventaglio di proposte nel campo della
critica, della cultura, dell'attualità, del costume ha
festeggiato i primi ventotto anni di attività. Per la felice
ricorrenza nel salone del «Lavatoio Contumaciale» di piazza
Perin del Vaga nel Quartiere Flaminio, sede del Centro d'informazione
culturale diretto da Tomaso Binga, sono convenuti scrittori, letterati,
saggisti, pittori, poeti, musicisti, artisti, personaggi del cinema,
della televisione della radio, intellettuali. I protagonisti della
cultura alternativa, realtà operosa nonostante le barriere
oppostela una rete di distribuzione e di vendita di libri condizionata
dai marchi editoriali maggiori, si sono stretti intorno a Velio
Carratoni, fondatore e animatore di «Fermenti».
Una casa editrice, questa, la cui sigla riassume il programma volto
alla ricerca di idee, di stimoli, di voci, di autori. Palestra di
dibattito e coagulo di talenti in cerca di spazi in cui esprimere
potenzialità e attitudini, l'omonima rivista
«Fermenti», diretta da Velio Carratoni, ha assicurato il
lancio di tanti esordienti altrimenti destinati ad una attesa da
«Deserto dei Tartari»; Una mini-impresa a conduzione
artigianale, con le virtù proprie di una gestione onesta e
oculata, che segue in ogni fase l'intero percorso del libro, dalla
copertina alla grafica, dalla composizione alla stampa, dalla
distribuzione al lancio dell'opera, ecco il segreto di quella che
è stata definita un'isola nella palude del conformismo e
dell'editoria consumistica del nulla e dell'effimero. Chi è
Velio Carratoni, nome sconosciuto agli strateghi dello show-business?
Nato a Latina nel 1942, laureato in lettere moderne con una tesi sulla
«Critica letteraria e la terza pagina negli anni trenta»,
Carratoni ha svolto attività di docente. Giornalista pubblicista
da più di un trentennio, collaboratore di quotidiani e
periodici, ha pubblicato vari libri, fra cui «Mara»,
segnalato dalla giuria del premio Viareggio. Nel 1971, come già
detto, dà vita a «Fermenti», rivista di critica del
costume e della cultura con annessa casa editrice. I 28 anni di
attività di questa vitale impresa romana sono stati ripercorsi
da Mario Lunetta, Plinio Penili, Mario Verdone, Aldo Rosselli,
Antonello Nebbia, Tomaso Binga e da altri interlocutori. Tutti hanno
concordato sulla funzione esercitata dalla rivista
«Fermenti» nella definizione della linea alternativa di
un'editrice che punta su valori e qualità al di là delle
mode e delle tendenze. Velio Carratoni ha confermato la sua
determinazione a proseguire un impegno culturale di libertà e di
ricerca.
Antonio D'Ambrosio