|

|
Vincitore:
Michelangelo Bonitatibus
con "Il cacciatore di chimere" (Fermenti
Editrice)
Motivazione:
Poesia che cita realtà con leggerezza immediata verso mete invisibili che vanno al dunque senza lasciare tracce stridenti. L'umano è fuso ad un'essenza levigata. Le parole si identificano in tratti di tempo animati da regole arcane dal sapore spesso enigmatico. Ogni ricordo è uno scolpire immagini immerse nel tempo, pur andando al di là di ogni temporalità.
Bonitatibus va alla ricerca di tracce recenti o attuali, anche se tutto rientra in un gioco prefissato che rivive e muore in nome di un ricordo scemato. C'è aria di regole ancestrali nei suoi versi, scaturiti da attimi fuggenti. E dal contingente si va ad un eterno presente, ove la poesia sembra suggerita da entità non svelate.
Tutto resta in un'atmosfera trasognata, pur essendo reale. E la memoria prevale sovrana. Le parole esprimono concetti con sussurri che riportano stati d'animo reconditi, alla ricerca di tracciati di vita e di abbandoni agognanti presenze di atmosfere non atrofizzate o superate. “...tutto si consuma/dal letto alla scrivania/tra insospettabili pareti...apparterrò mai a queste pareti?...davanti allo specchio medito la fuga...a 4000 metri/sarò più vicino a Dio?...sull'acqua/hai scritto/ col dito/il tuo perdono...gli dei non piangono/la morte degli amanti...”.
Questi alcuni esempi di un poeta ricco di coinvolgimenti, pur superando contatti finiti.
Il ciclo della vita è una conferma di riminiscenze in connubio con uno stato di contemplazione fremente. “...potessi cancellare dal vetro/il tuo sorriso/che mi divora dentro”. Questa l'illusione più aperta che incita alla mestizia, senza lamenti o titubanze.
Per dimostrare come il tutto sia un insieme di niente necessario che nutre e consuma in nome della vita. Per l'atmosfera mai retorica e altisonante, per il dire senza ribadire, Bonitatibus tende a trasfigurare ogni anelito, risultando in balia di immagini balenanti, di un sentore primordiale, quasi al di là del tempo. Questo il suo lato che lo distingue come un itinerante concentrato in sé, alla ricerca di tangibili chimere. Le ragioni su esposte ci danno sentore di un testo non occasionale, meritevole del conferimento del Premio Fondazione Marino Piazzolla, poesia, opera prima. E l'autore, Michelangelo Bonitatibus, con il suo volume Il cacciatore di chimere, ci dimostra, come asseriva Mario Luzi, che la poesia può essere ovunque.
Basta saperla percepire. Nel caso in questione, attraverso reminiscenze permanenti, capaci di localizzare ritratti, più scolpiti che tratteggiati, “a sgretolare dal cuore le paure”..
GIURIA TECNICA POESIA E NARRATIVA
Vincenzo Cappelletti (Presidente)
Gaetano Bonetta, Velio Carratoni, Igino Creati, Donato Di Marcoberardino (Sindaco di Penne), Laura Di Nicola, Paolo Fornarola (Assessore alla Cultura della Provincia di Pescara), Lucia Giammarino, Gabriella Lasca, Luciano Luisi, Lucio Marcotullio, Dante Marianacci, Walter Mauro, Maria Carla Mazzarini, Vito Moretti, Raffaele Nigro, Aldo Onorati, Roberto Pazzi, Benito Sablone, Antonio Sorella, Stefano Trinchese.
|