Racconto Piccolo

di Melusina Richella

Una storia gelida. Di ricordi, ammissioni ... un Diario proibito degli anni duemila.

La protagonista non vuole riscatti, sottomissioni, pentimenti.

Vuole ricordare per ammettere, nella sua lucida ricerca di una consapevolezza lontana da ogni schema.

Nessuna parola consolatoria, nessun lieto fine.

Forse, e di proposito, nessuna fine ... solo l'accettazione karmica del Fato.

Esistono donne per le quali, quando sono incinte, il mondo intorno si dissolve. Diventano un cerchio chiuso, dove esistono due sole entitÓ, al di lÓ della riverniciatina civilizzata che ci siamo dati.

Ecco, lupe.... Diventano lupe.


Avevo cominciato ad abolire i colori nel mio abbigliamento: nel buio non servono.

Il telefono muto: che raffinato strumento di tortura!


Ho l'esatta cognizione di che significa rimestare in un formicaio: i pensieri corrono e scappano per ogni dove, apparentemente senza logicitÓ.


La conoscenza arrivava gradualmente, indossando vesti bianche, druidiche: la Signora mi stava parlando, mi diceva da dove arrivavo e dove sarei dovuta giungere. Lei attendeva, tutto il tempo Ŕ Suo.

Melusina Richella Ŕ lo pseudonimo dell'autrice, di origine toscana, che vive a
Milano.
E' stata moglie distratta ma madre primordiale, legata ai propri figli da catene
sanguigne, coinvolta in relazioni che di sentimentale avevano solo un connotato
recessivo.
E finalmente, la fuga catartica verso la scrittura, da accettare e condividere, evitando ogni moralismo d'accatto.